La fine dei “Masters of Horror”

Recentemente mi sono imbattuto in un pensiero di non poca importanza, anzi direi più una domanda,che mi trapanava il cervello: com’è possibile che con tanto budget a disposizione e l’avanguardia tecnologica degli effetti speciali, gli attuali directors non sono capaci di realizzare un buon cult horror?

Cerchiamo di rispondere a questo quesito in maniera logica e senza giudizi affrettati:

1) Gli effetti speciali hanno reso l’horror meno credibile,goffo e spudoratamente “insensato” 

2) Il genere moderno non è più concepito solo come Horror, ma anche fantascienza,thriller e un non so chè d’intrippante che ti confonde solo le idee.

3) La suspence è diventata un carattere in comune, usata in tutti i film.

4) Manca l’innovazione e il tocco di genio. I registi d’oggi rappresentano fotocopie o remake, che non fanno altro che sbavare l’originale.

5) Sicuramente sono un fanatico dei cult ’80 quindi sputo a priori sulle americanate attuali.

Queste sono 5 motivi per cui uno potrebbe considerare gli horror del momento, delle vere e proprie barzellette del cinema. La conferma non arriva dal cinema o dall’utenza cinefila, ma in primis, dagli incassi, mettendo a confronto, semplicemente, i cult ’80 con quelli dell’età contemporanea.

Sappiamo chi vince, eppure, dei passi avanti sono stati fatti anche per questa generazione, anche se ovviamente, non potrà pareggiare la fama e i tempi d’oro dell’epoca , iniziando dai lontani anni ’30. Parlo delle pellicole realizzate con la “camera mobile”, citandone alcune, poi diventate saghe : The Blair Witch Project, Rec,Paranormal Activity e anche ESP – Fenomeni paranormali. Quest’ultimi sono riusciti a riscuotere parecchio successo nelle file delle sale cinematografiche, forse è questa la formula magica per tornare ai livelli alti di regia Horror?

Al momento, per evitare altre scongiure, preferiamo comprarci i classici e pezzi da 90 dei Master of Horror : dallo stile “repellente” di John Carpenter a quelli più conosciuti di Wes Craven (La saga di Nightmare) e le opere prime come il lungometraggio degli anni 30′ Nosferatu,  Shining di Stanley Kubrick, Hellraiser di Clive Barker , Evil Dead di Sam Raimi  e La notte dei morti viventi di George Romero.

E già da queste pellicole il genere horror passò da classico a quello più “variabile” degli altri generi : fantascienza,psico-thriller e così via. Lo splatter è rimasto un optional, ma poco gradito dai fans di questo genere.

Non dimentichiamo anche il buon lavoro di Dario Argento ,con Suspiria e Demoni. 

Insomma,c’è chi ormai considera l’Horror solo una pellicola d’intrattenimento per serate noiose, mentre per i più “passionali”, un genere che non morirà mai,racchiudendo in sè la ricetta perfetta per una buona storia credibile quanto crudele.

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